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Scacchiera!




Forum per la Musica e la Danza,

Toyo Ito, Andrea Branzi, Masato Araya,

Gent 2004

Fun Fact: Quest'opera non è mai stata realizzata, la citazione
dell'intervista tratta dalla rivista Domus fa riferimento
a un'opera dello stesso architetto Taichung Metropolitan
Opera House nel 2005
che riprende molte delle
 caratteristiche del Forum per la Musica e la Danza.

"La sua forma base è una scatola quadrata, ma il suo interno è costituito in gran parte da superfici tridimensionali curve che offuscano la distinzione tra pavimento, parete e soffitto. Può essere chiamato un edificio, ma può anche essere paragonato a un corpo umano.
Analogamente a come il corpo umano contiene molti organi tubulari, l'interno di questo edificio è penetrato orizzontalmente e verticalmente da spazi tubolari. Ho mirato a creare l'architettura di questo teatro dell'opera in modo tale che l'interno e l'esterno siano continui in modo simile a come i corpi sono collegati alla natura attraverso organi come la bocca, il naso e le orecchie."- Toyo Ito.






Il processo del diagramma: la griglia emergente






L'evoluzione del concetto tra spazi serviti e spazi serventi che in questo progetto sono gli spazi sonori, appartenenti al programma musicale, e nell’altro gli spazi multifunzionali. Ito dispone su una griglia gli spazi sonori (denominandoli A)  e gli spazi multifunzionali (denominandoli B). L’architettura lavora prima su un’organizzazione regolare di questi spazi e poi comincia a deformare il sistema. 


Una deformazione che risulta globale e in questa fase che lo spazio diventa fluido. L’esito è quello di una goccia d’acqua che scava lo spazio, ma lo spazio formativo ha una sua logica processuale. Il rapporto tra spazio sonoro e spazio multifunzionale muta, il suono come fluido attraversa l’intera fabbrica, concavità e convessità racchiudono l’intorno dentro il progetto e allo stesso tempo propagano il suono verso l’esterno.  


Idea per la scacchiera

L'idea dellla scacchiera nasce quindi dalla volontà di voler ricreare /simulare gli stessi spazi fluidi, abbandonare il classico sistema a griglia e svincolarsi anche dall'involucro dell'edificio.



Il Plastico Concettuale

Il primo problema che mi sono posta è stato quello di come ricreare la dilatazione delle sfere, ho quindi pensato a un materiale plastico (nella prima ipotesi doveva essere trasparente).
In questo caso l'involucro dell'edificio è messo in secondo piano (nel progetto), di fatto anche nel modellino lo è, la struttura creata vuole essere solo funzionale, la scelta dei materiali tuttavia è stata studiata: la parte in vetro oltre a voler ricreare il concetto di trasparenza del riferimento serve anche per ipotizzare al variare se le proiezioni che si creano possono diventare spunto di riflessione.

Queste sono il punto di partenza
Fase 1: sistema regolare


Fase 2: deformazione

Ho poi creato dei pezzi extra:


che sono poi diventati in una delle opzioni:


L'effetto delle ombre creano invece una visuale di concavità e convessità intrecciate tra loro:



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